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Abbronzarsi a settembre: sole, piscina e falsi miti

Abbronzarsi a settembre è assolutamente possibile. Le giornate iniziano ad accorciarsi, le temperature diventano più piacevoli e torna puntuale un vecchio detto secondo cui nei “mesi con la R” sarebbe meglio evitare il sole. Ma quanto c’è di vero?

Settembre può regalare ancora giornate perfette da trascorrere all’aperto e a bordo piscina. Anzi, proprio la temperatura meno intensa può rendere più piacevole rimanere al sole più a lungo.

Attenzione però a non confondere la sensazione di caldo con l’intensità della radiazione ultravioletta: sentire meno caldo non significa che i raggi UV non possano avere effetti sulla pelle.

Più che guardare il calendario, quindi, è importante conoscere le condizioni effettive di esposizione.

Il mito dei “mesi con la R”: è vero che non bisogna prendere il sole?

Settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo e aprile hanno qualcosa in comune: contengono tutti la lettera R.

Da qui deriva un vecchio detto popolare che associa i cosiddetti “mesi con la R” a una minore possibilità, o opportunità, di prendere il sole.

Dal punto di vista scientifico, però, la lettera presente nel nome del mese naturalmente non ha alcun significato.

L’intensità dei raggi ultravioletti dipende da numerosi fattori: periodo dell’anno, latitudine, altitudine, orario, condizioni atmosferiche e indice UV.

Settembre non rappresenta quindi una sorta di confine oltre il quale il sole smette improvvisamente di abbronzare.

La regola più utile è un’altra: guardare l’indice UV, non il nome del mese.

A settembre il sole abbronza ancora?

Sì. Anche a settembre l’esposizione ai raggi UV può stimolare la produzione di melanina e quindi determinare l’abbronzatura.

Quello che cambia progressivamente rispetto ai mesi centrali dell’estate è l’intensità della radiazione solare, ma questo non significa che l’esposizione diventi automaticamente innocua.

In Italia, soprattutto nelle giornate limpide e nelle prime settimane del mese, l’indice UV può essere ancora significativo.

La temperatura più gradevole può inoltre creare un piccolo inganno: quando non si avverte il caldo intenso di luglio o agosto, si tende facilmente a trascorrere più tempo al sole.

Per questo anche a settembre rimangono importanti protezione solare, pause all’ombra e un’esposizione adeguata alle condizioni della giornata e alle caratteristiche della propria pelle.

Ci si abbronza di più al mare o in piscina?

È una delle domande tipiche di fine estate: per mantenere l’abbronzatura è meglio una giornata al mare o in piscina?

In realtà non è il luogo in sé a determinare quanto ci si abbronza.

L’abbronzatura dipende principalmente dalla quantità di radiazione UV ricevuta dalla pelle. Entrano quindi in gioco l’indice UV, l’orario, la durata dell’esposizione, la latitudine, le condizioni meteorologiche e naturalmente la protezione utilizzata.

Sia vicino al mare sia a bordo piscina, inoltre, la presenza dell’acqua può contribuire alla riflessione della radiazione.

La sensazione di freschezza durante il bagno non deve quindi trarre in inganno: essere in acqua non equivale a essere protetti dal sole.

Non esiste dunque un vero vincitore tra mare e piscina. Conta molto di più come, quando e per quanto tempo ci si espone.

Ci si abbronza anche dentro la piscina?

Sì. Entrare in acqua non interrompe automaticamente l’esposizione ai raggi ultravioletti.

Le parti del corpo che rimangono fuori dall’acqua continuano naturalmente a essere esposte e una parte della radiazione può interessare anche la pelle immersa.

Il rischio è sottovalutare l’esposizione proprio perché l’acqua mantiene il corpo fresco.

Quando si trascorre molto tempo alternando lettino e piscina è quindi importante utilizzare una protezione solare adeguata e resistente all’acqua e riapplicarla secondo le indicazioni del prodotto, soprattutto dopo il bagno e dopo essersi asciugati.

 

Dettaglio della superficie dell'acqua con riflessi solari, a supporto del paragrafo sul confronto tra mare e piscina.

 

Indice UV: perché a settembre conta più della temperatura

Per decidere come esporsi al sole, la temperatura esterna non è l’indicatore più utile.

Una giornata di settembre con 25 °C può sembrare decisamente più innocua di una giornata di luglio con 35 °C, ma caldo e radiazione UV sono fenomeni differenti.

Un riferimento molto più utile è l’indice UV, che esprime l’intensità della radiazione ultravioletta solare in un determinato luogo e momento.

Controllarlo prima di trascorrere diverse ore all’aperto permette di adattare protezione ed esposizione alle condizioni reali della giornata.

È particolarmente importante a fine estate, quando proprio il clima più gradevole può portare a rimanere all’aperto molto più a lungo.

Come proteggere la pelle durante una giornata in piscina a settembre

Le buone abitudini utilizzate durante l’estate non dovrebbero essere abbandonate semplicemente perché è arrivato settembre.

Durante una giornata all’aperto è importante:

– utilizzare una protezione solare ad ampio spettro adeguata alla propria pelle;
– preferire prodotti resistenti all’acqua quando si utilizza la piscina;
– riapplicare la protezione secondo le indicazioni del prodotto e dopo il bagno;
– alternare sole e zone ombreggiate;
– proteggere anche zone spesso dimenticate come orecchie, collo, piedi e labbra;
– utilizzare occhiali, cappello e indumenti protettivi quando opportuno;
– evitare di prolungare l’esposizione in presenza di arrossamenti.

L’obiettivo non dovrebbe essere ottenere l’abbronzatura più velocemente possibile, ma godersi gli ultimi giorni d’estate evitando esposizioni eccessive.

 

Immagine a supporto delle indicazioni sulla protezione della pelle durante una giornata in piscina a settembre.

 

Cloro e abbronzatura: la piscina fa sparire la tintarella?

Un altro luogo comune riguarda il rapporto tra cloro e abbronzatura.

Il cloro non “cancella” direttamente la melanina e quindi non elimina improvvisamente l’abbronzatura.

Il contatto prolungato con acqua trattata può però contribuire alla secchezza della pelle. Quando la superficie cutanea diventa secca e tende a desquamarsi, il colorito può apparire meno uniforme e luminoso.

Dopo il bagno può quindi essere utile risciacquare la pelle con acqua dolce, asciugarsi senza sfregare e utilizzare un prodotto idratante adatto alle proprie esigenze.

Una pelle ben idratata tende semplicemente ad avere un aspetto più uniforme e luminoso.

Creme solari e acqua della piscina: cosa succede durante il bagno?

La relazione tra protezione solare e piscina riguarda anche la qualità dell’acqua.

Una parte di creme, oli e cosmetici presenti sulla pelle può infatti disperdersi durante il bagno, aumentando il carico di sostanze che filtrazione e trattamento devono gestire.

Questo non significa naturalmente rinunciare alla protezione solare, che rimane fondamentale.

Significa invece che una piscina molto utilizzata deve essere progettata e gestita considerando anche ciò che i bagnanti inevitabilmente introducono nell’acqua.

È uno dei motivi per cui filtrazione, ricircolo e trattamento devono lavorare come un unico sistema.

 

Dettaglio tecnico del sistema di sfioro perimetrale, a supporto del paragrafo sul carico di sostanze introdotte dai bagnanti.

 

Settembre e piscina: perché la stagione non deve necessariamente finire

C’è poi un’altra ragione per cui settembre può essere uno dei periodi più piacevoli per vivere la piscina.

Le temperature esterne diventano generalmente più miti, gli spazi outdoor sono meno afosi e una piscina può trasformarsi da luogo dedicato esclusivamente al refrigerio estivo a vero spazio di relax.

Naturalmente molto dipende da come è stata progettata.

Temperatura dell’acqua, esposizione, eventuali sistemi di riscaldamento, coperture e caratteristiche dell’area esterna possono contribuire ad ampliare il periodo di utilizzo oltre i mesi tradizionalmente considerati estivi.

Per hotel e strutture ricettive questo aspetto assume anche un valore progettuale: allungare il periodo di utilizzo della piscina significa valorizzare più a lungo uno degli spazi maggiormente percepiti dall’ospite.

 

Piscina outdoor di struttura ricettiva utilizzata a fine stagione, a supporto del paragrafo sull'estensione del periodo di utilizzo.

 

Abbronzarsi a settembre: vivere la piscina oltre l’estate

Abbronzarsi a settembre è quindi possibile, ma il passaggio da agosto a settembre non rende automaticamente il sole innocuo. L’indice UV e le condizioni effettive della giornata rimangono riferimenti molto più utili dei vecchi detti popolari.

Settembre rappresenta però anche un modo diverso di vivere la piscina: temperature più piacevoli, giornate ancora luminose e maggiore comfort negli spazi outdoor possono rendere questo periodo particolarmente interessante.

Una piscina progettata correttamente può inoltre estendere il proprio utilizzo oltre il cuore dell’estate attraverso soluzioni pensate per il comfort, la temperatura dell’acqua e le caratteristiche specifiche dello spazio.

CEMI Network progetta e realizza piscine e sistemi integrati per il settore residenziale e hospitality, considerando non soltanto la vasca, ma il modo in cui lo spazio verrà realmente vissuto durante la stagione.

 

FAQ – Abbronzarsi a Settembre

 

A settembre ci si abbronza ancora?
+

Sì. Anche a settembre i raggi UV possono stimolare la produzione di melanina. L’intensità varia in funzione di periodo, luogo, orario e condizioni atmosferiche.

È vero che nei mesi con la R non bisogna prendere il sole?
+

No, non è una regola scientifica. Per valutare l’esposizione è molto più utile considerare l’indice UV e le condizioni effettive della giornata.

Ci si abbronza di più al mare o in piscina?
+

Non dipende principalmente dal luogo. Contano soprattutto intensità dei raggi UV, durata dell’esposizione, orario, condizioni ambientali e protezione utilizzata.

Ci si abbronza anche stando dentro l’acqua?
+

Sì. Essere immersi in piscina non elimina l’esposizione ai raggi UV e la sensazione di freschezza può portare a sottovalutare il tempo trascorso al sole.

Il cloro toglie l’abbronzatura?
+

Non direttamente. L’acqua trattata può contribuire alla secchezza cutanea e una pelle secca o desquamata può far apparire l’abbronzatura meno uniforme.

A settembre bisogna ancora mettere la crema solare?
+

Sì. La necessità di protezione dipende dall’esposizione UV, non semplicemente dal mese o dalla temperatura esterna.

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